Gli elettori che si trovano temporaneamente fuori Regione per studio, lavoro o cura possono chiedere di votare nel Comune in cui vivono, senza dover tornare al Comune di residenza.
A chi è rivolto
Agli elettori che si trovano in una delle seguenti situazioni:
- Studio o lavoro: sono temporaneamente domiciliati in un Comune di un’altra Regione per almeno nove mesi.
- Motivi di cura: ricevono, per documentati motivi di cura, assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico per almeno tre mesi presso una struttura sanitaria di un’altra Regione. Nel periodo deve ricadere la data di una delle votazioni.
- Caregiver familiari (art. 1, comma 255, legge 205/2017): per almeno tre mesi prestano attività di cura e assistenza a una persona sottoposta a trattamento presso una struttura sanitaria di un’altra Regione. Nel periodo deve ricadere la data di una delle votazioni.
- Genitori o familiari conviventi di un minore: per almeno tre mesi accompagnano o assistono un minore sottoposto a trattamento presso una struttura sanitaria di un’altra Regione.
La legge n. 180 del 9 ottobre 2026 (art. 8) disciplina il voto degli elettori fuori sede per:
- elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
- elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia
- referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione
La disciplina non si applica alle elezioni amministrative e regionali.
Gli elettori fuori sede votano per le liste e i candidati della circoscrizione e del collegio in cui si trova il Comune di temporaneo domicilio.
L’iscrizione nell’elenco ha durata annuale: per votare fuori sede anche l’anno successivo bisogna presentare una nuova domanda nei termini.
La domanda può essere revocata con le stesse modalità e negli stessi termini previsti per la presentazione.
Come fare
La domanda si presenta al Comune di temporaneo domicilio:
Nella domanda va indicato l’indirizzo completo del temporaneo domicilio e, preferibilmente, un recapito di posta elettronica.
Cosa serve
- documento di riconoscimento in corso di validità
- domanda di iscrizione (modulo allegato)
- certificazione o altra documentazione attestante la condizione di elettore fuori sede. Ad esempio: certificato di iscrizione a un corso di studi, contratto o attestazione del datore di lavoro, attestazione della struttura sanitaria su ricovero, terapia o trattamento e relativa durata.
La condizione di fuori sede può essere autodichiarata ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000. Restano ferme le sanzioni per dichiarazioni false (art. 76) e i controlli del Comune (art. 71).
Cosa si ottiene
L’ammissione al voto nel Comune di temporaneo domicilio.
Entro il decimo giorno antecedente la votazione, il Comune rilascia l’attestazione di ammissione al voto, con numero e indirizzo della sezione assegnata. Può essere inviata anche per via telematica.
Il giorno del voto bisogna presentare, nella sezione indicata:
- l’attestazione di ammissione al voto
- un documento di riconoscimento valido
- la tessera elettorale personale (oppure l’attestato sostitutivo rilasciato dal Sindaco, art. 7 D.P.R. 299/2000)
Se i requisiti non sono soddisfatti, il Comune comunica all'elettore il motivo e, di conseguenza, vota nel Comune in cui è ordinariamente iscritto.
Tempi e scadenze
Studio o lavoro, condizione già in essere
- Domanda da presentare entro il 31 dicembre di ciascun anno
- Votazioni interessate: quelle dell’anno successivo
Studio o lavoro, condizione sorta dopo il 31 dicembre
- Domanda da presentare entro 30 giorni da quando sono soddisfatti i requisiti, e comunque non oltre il 45° giorno antecedente la votazione
- Votazioni interessate: quelle dell’anno in corso
Cura, caregiver familiari, genitori o familiari conviventi di minori
- Domanda da presentare non oltre il 45° giorno antecedente la votazione
- Votazioni interessate: quelle dell’anno in corso